Semi di riflessione – 2
martedì 31 agosto, 2010Luca Bagnoli
(…) il valore aggiunto rappresenta una rivisitazione dell’equazione redittuale, in cui si re-interpreta il ruolo di alcuni fattori produttivi, considerandoli interni all’ente e trasformando i relativi costi in remunerazioni e quindi assimilandoli a degli “utili”. In particolare, e soprattutto con riferimento alla rendicontazione sociale, i costi interni riguardano i flussi economici destinati a particolari categorie di stakeholder, quali le risorse umane (stipendi e compensi in genere), i finanziatori, la collettività (imposte, liberalità), etc. In aggiunta, per chi opera in regime di mutualità – le società cooperative e cooperative sociali – tra i costi interni vi possono essere anche i flussi destinati ai soci ed al sistema di riferimento, in osservanza “aziendale” dei principi cooperativi internazionali.
A tali considerazioni si aggiunge la necessità/opportunità di integrare le risultanze contabili valorizzando gli elementi figurativi, quali il lavoro volontario e la disponibilità di altri fattori produttivi a titolo gratuito, al fine di cogliere le tipicità proprie di quegli enti che si caratterizzano soprattutto per l’appartenenza giuridica al libro I del codice civile.
Testo tratto dalla relazione di Luca Bagnoli “Il valore Sociale aggiunto nella prospettiva economica”, in occasione della Summer School 2010
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